Il cambiamento climatico rappresenta la sfida più grande dei nostri tempi e la lotta al suo progredire non può che espletarsi attraverso misure di adattamento e mitigazione. Per farlo però, bisogna elaborare delle strategie che rendano realmente effettive le strategie predisposte. In questa fase, attori chiave sono i governi e i decisori politici, i quali devono introdurre soluzioni di facile realizzazione e che incontrino, allo stesso tempo, le esigenze dei cittadini. Innovativi cambiamenti stanno interessando grandi città e piccoli borghi, che hanno compreso di dover reinventare mobilità pubblica, trasporti urbani, utilizzo di energia e abitudini quotidiane. Una delle soluzioni più economiche ed efficaci per rendere le città sostenibili è la riforestazione urbana.
Le città attualmente raggiungono tassi di inquinamento sempre più alti, superando le soglie limite previste dagli istituti di sanità e mettendo a rischio non solo l’ambiente ma anche la salute stessa dei cittadini: è tristemente nota, infatti, la correlazione fra inquinamento dell’aria e tasso di mortalità da Covid-19.
Reinserire il verde nelle aree urbane è quindi una necessità e una buona pratica per il futuro. La vegetazione assorbe l’anidride carbonica presente nell’aria, abbassa il tasso di inquinamento e rinfresca le temperature; ecco perché città come Milano si guadagnano posti di primo piano nel panorama delle cosiddette smart cities.
Recentemente, un esempio di rimboschimento rapido e su larga scala ha visto come protagonista il Pakistan. Infatti, il Primo Ministro Imran Khan, la scorsa settimana ha annunciato l’avvio di una politica di riforestazione urbana, basata sulla tecnica giapponese Miyawaki.
L’annuncio, riportato su Twitter, è corredato da una esplicativa fotografia che mette a confronto due immagini, una del gennaio 2020 e una di febbraio 2021 e le differenze sono sorprendenti: da terra arida e priva di verde, ad oasi di alberi e prati.
La metodologia scelta, la Miyawaki, non è un caso. Grazie ad essa, gli alberi crescono 10 volte più velocemente e con una densità di 30 volte maggiore. Venne elaborata dal botanico giapponese Akira Miyawaki e da allora, ha aiutato a ripristinare foreste native e rigogliose.
Consiste nel piantare dozzine di alberi nativi in una stessa area, formando una piccola foresta che diviene indipendente da interventi di manutenzione nel giro di 3 anni. In primo luogo, si effettua un’analisi del suolo, per capire quali piante possono avere maggiori possibilità di successo; successivamente, i piccoli arbusti vengono piantati tutti insieme e tutti con la stessa altezza (dai 60 agli 80 cm) ma non troppo vicini gli uni agli altri.
Identificando 50 siti a Lahore dove avviare questa pratica, il Primo Ministro ha reso possibile quella che, in pochi anni, sarà una fonte di purificazione dell’aria e reinserimento della natura nel tessuto urbano, elevando il Pakistan a modello da seguire per le tecniche di adattamento.

