Climate Change: L’innalzamento dei livelli dei mari

Climate Change: L’innalzamento dei livelli dei mari

I cambiamenti climatici impattano negativamente su qualsiasi aspetto della vita sul pianeta. Uno tra gli effetti più nocivi e rischiosi è l’innalzamento dei livelli del mare. Tale correlazione è spiegabile attraverso la catena di eventi causa-effetto che instaura un pericoloso circolo vizioso, dal quale è necessario uscire quanto prima.

L’atmosfera, caricandosi di gas ad effetto serra, aumenta la sua temperatura, contribuendo così al riscaldamento globale. Conseguentemente, ogni superficie terrestre viene sottoposta a temperature sempre più elevate e in tempi sempre più rapidi, senza la possibilità di adattarsi a queste pesanti oscillazioni meteorologiche. Tra le superfici colpite e danneggiate vi rientrano anche i ghiacciai perenni e le calotte polari, sottoposte quindi ad un calore anormale, tale da causarne lo scioglimento. Il ghiaccio e la superficie nevosa così rilasciati, finiscono nel mare, non solo alterando l’equilibrio chimico dello stesso e modificando le correnti ma innescando anche il pericolo fenomeno che riguarda l’innalzamento dei livelli del mare.

L’aumento dei livelli del mare è dunque una diretta conseguenza dei cambiamenti climatici, come dimostrato da numerosi studi scientifici a riguardo, i quali, con la stessa certezza, ci dimostrano come il continuo crescere di tali livelli rappresenti uno dei rischi più pericolosi cui l’umanità andrebbe incontro.

Città, popolazioni, attività agricole e industriali, villaggi, pesca e altro ancora. Tutto questo è minacciato dall’impellente innalzamento del mare, che renderebbe (e rende già oggi) difficile se non impossibile far fronte alla vita di tutti i giorni. Le difficoltà appena illustrate non riguardano esclusivamente i paesi del terzo mondo, già più sensibili a fenomeni climatici estremi e sempre più violenti, ma tocca da vicino anche la parte di paesi industrializzati, punti chiave per il proseguimento di attività commerciali sulle quali fanno affidamento interi paesi.

Uno di questi paesi che più risente dell’innalzamento dei mari è l’Olanda, hub commerciale di fama internazionale, grazie al porto di Rotterdam. Proprio per il ruolo chiave che il paese gioca nel garantire gli equilibri commerciali europei e non solo, l’Olanda ha sviluppato un modello di adattamento nature-based davvero efficace e innovativo.

L’Olanda, infatti, presenta un territorio che per 1/3 della sua superficie si trova al di sotto del livello del mare. Il continuo innalzamento degli oceani, causato proprio dallo scioglimento dei ghiacci, potrebbe causare la scomparsa del 60% delle coste olandesi, mettendo a rischio città di rilevanza internazionale come l’Aia e, appunto, Rotterdam. Il loro modello di adattamento è stato analizzato e documentato approfonditamente dal progetto Adaptation, un webdoc creato e curato dal giornalista e divulgatore scientifico Marco Merola, che esplora le migliori soluzioni di adattamento climatico in tutto il mondo, pubblicandole come reportage.

Come riportato da Adaptation, l’innovazione principale messa in atto dal governo olandese, il quale ha assegnato 600 milioni di euro all’adattamento, è racchiusa nel progetto Building with Nature, secondo il quale si lavora con la natura per rendere efficiente l’adattamento, smettendo di costruire, laddove l’intervento antropico non è più utile. Da questo concetto prende vita l’iniziativa The Mud Motor, ideata per il porto di Harlingen, altro hub ed essenziale snodo commerciale marittimo d’Europa. Qui transitano le navi container, grandi tanto da necessitare una certa profondità per transitare senza rischiare di arenarsi, motivo per il quale il fango che si deposita sui fondali, viene periodicamente raschiato. Il fango estratto non viene abbandonato chissà dove senza criterio ma viene piuttosto posizionato in punti strategici lungo la costa olandese, lasciando che siano le maree e le correnti a redistribuirlo naturalmente, con un’azione livellatrice assolutamente priva di ingerenze antropiche.

Grazie a questo fango, nel tempo crescerà la vegetazione che andrà a costituire una nuova morfologia delle coste olandesi. Dunque, così facendo, l’Olanda ha risolto non solo una necessaria questione portuale ma anche il grave problema dell’erosione delle coste.

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