Raggiunta intesa sul contratto nazionale multiservizi. Angelo Volpe – CEO La Lucente SpA: “Un accordo storico”

La Lucente SpA, in quanto parte attiva di ANIP Confindustria partecipa con soddisfazione all’intesa raggiunta tra sindacati e parti datoriali sul contratto nazionale multiservizi, attesa da otto anni e che rappresenta un importante investimento da parte delle aziende che vogliono rendere più moderno e ordinato il settore multiservizi in Italia.

Sono le organizzazioni datoriali Agci Servizi, Anip Confindustria, Confcooperative Lavoro e Servizi, Legacoop Produzione e Servizi e Unionservizi Confapi, a comunicare infatti che in data 9 luglio 2021, è stata sottoscritta l’ipotesi di accordo volta al rinnovo del CCNL Multiservizi. In questi giorni, l’ipotesi è al vaglio del Sindacato e, in caso di esito positivo, diverrà definitiva.

“Un accordo storico, uno sforzo di tutti, preludio di ulteriori innovazioni contrattuali nella logica del rispetto dei diritti dei lavoratori e delle nuove esigenze del mercato sempre più spinto nella ricerca di innovazione e soluzioni nel rispetto per il l’ambiente” – commenta il CEO de La Lucente SpA Angelo Volpe.

Si tratta infatti di un accordo che individua soprattutto un nuovo percorso nelle relazioni industriali del settore volto a risolvere, definire e rappresentare le principali questioni soprattutto nella interlocuzione pubblica con la governance del Paese: un segnale della volontà di contribuire alla ripartenza del Paese da parte delle aziende il cui operato non è da considerarsi accessorio, ma fondamentale per cura e la tutela di tutti, per l’economia e il lavoro.

“Un’ottima notizia che le parti sociali abbiano finalmente sottoscritto il Contratto collettivo nazionale pulizie, servizi integrati/multiservizi. Un risultato che arriva dopo un lungo e complesso confronto, con oltre 600mila lavoratori, in gran parte donne, da più di otto anni con il contratto collettivo nazionale scaduto”. Ad affermarlo è il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando.

Cosa cambia

Il nuovo Contratto nazionale avrà decorrenza a partire da luglio 2021 e fino al 31 dicembre 2024.

Rilevante è l’introduzione di un ampio articolato che ha l’obiettivo di contrastare violenze e molestie sessuali nei luoghi di lavoro. Le parti si sono impegnate a definire un Codice di Condotta/Linee Guida sulle misure da adottare.

Inoltre, alle lavoratrici inserite nei percorsi di protezione in relazione alla violenza di genere, è riconosciuto il diritto di astenersi dal lavoro con congedo retribuito per un periodo massimo di 90 giorni lavorativi, prorogabile per ulteriori 90 giorni lavorativi con diritto al pagamento di una indennità pari al 70% della retribuzione corrente.

L’intesa prevede una soluzione innovativa volta a tutelare il reale potere di acquisto dei salari, nel caso in cui il contratto non fosse rinnovato, evitando così una perdita salariale per le lavoratrici e i lavoratori.

Per il II livello è previsto un aumento economico pari a 120 € a regime, con prima trance di 40 € a luglio 2021 e ultima trance di 10 € a luglio 2025, per una massa salariale complessiva pari a 3.430€ nel periodo di vigenza contrattuale.

Sulla parte normativa il rinnovo interviene su diversi istituti adeguando o integrando la precedente disciplina, in particolare:

  • sul cambio appalto implementando le informazioni e le comunicazioni tra azienda cessante e azienda subentrante e da dare alle Organizzazioni Sindacali;
  • sul ricorso al contratto a tempo determinato e ai contratti di somministrazione il limite di utilizzo complessivo viene individuato nel 35%;
  • viene demandata alla contrattazione di secondo livello la possibilità di sottoscrivere specifiche intese sul meccanismo della banca delle ore, da definire a livello aziendale con le Rsu/Rsa e le Organizzazioni Sindacali;
  • sul contratto di lavoro a tempo parziale le Parti rivedono le modalità e i tempi per la presentazione alle RSA/RSU/Organizzazioni Sindacali dei dati sull’utilizzo del part-time, utili a realizzare un esame congiunto per consolidare le ore di supplementare prestate;
  • sul trattamento di malattia non ci sono interventi sull’articolato normativo attuale. Sul tema delle assenze, che ha lungamente impegnato il confronto tra le Parti, viene istituita una Commissione paritetica, con il compito di definire con l’Inps una convenzione al fine di acquisire i dati relativi al fenomeno delle micro-assenze.